Agave in fiore

Agave in fiore

Germoglio d’agave

nato tra la salsedine e il vento,

tra sassi

come piccolo verde segnale di vita.

Germoglio d’agave

tra Scilla e Cariddi, Gibilterra e Rodi

madre antica e sorella d’Europa.

Di te dicono che sei in agonia

morirai, dicono, stretta tra le spire

di una bava strisciante.

Tu germoglio d’agave in fiore

vivi.

Maria Cutugno

TRILUSSA – La maschera

Omaggio Lei.


Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: – E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! –
La Maschera rispose: – E tu che piagni
che ce guadagni? Gennte! Ce guadagni
che la genti dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… –
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegria de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!

Teatro del Noh – maschera – foto di Maria Cutugno

Il pianto della falena

C’è una luce brilla,

c’è una luce scalda,

c’è una luce immobile,

illumina e attrae.

Eccola ne arriva una

è falena.

La falena leggiadra si libra,

la falena leggiadra si sente,

la falena leggiadra si fida.

La luce brilla,

la luce scalda,

la luce immobile illumina e attrae,

la falena piange.

poesia e acquerello di Maria Cutugno

Imperfetta

Ho una voce che per un attimo spaventa, è leggermente rauca ma diventa cristallina quando esplode incontrando le tavole del palcoscenico .
E’ triste e si confonde con l’odore delle quinte intessute di polvere e velluto.
Ho anche le mani e quelle non oso fermarle mi guidano e mi parlano vanno oltre la mia voce.
Imperfetta nella cadenza così è.

Maria Cutugno

_MG_0665-1

Ricordo il vento

 

Ricordo il vento,
le nubi cariche di pioggia,
il nero delle ombre e l’anima sospesa.

Ricordo il sibilo di una voce amica,
il pugno inferto e la sfiducia raccolta
tra uno sguardo nascosto e non svelato.

Ricordo il dono e l’ingenuo volare
tra le pieghe sofferte di un amore macchiato e poi violato.

Ricordo e poi ti vedo,
ingenuo il tuo sentire,
te ne stai li accoccolato, pronto a spiccare il volo tra il vento e le tue nubi
oramai
scariche di pioggia.

Maria Cutugno

alberi
Le colline al vento – acquerello – cm.35,5×51 – carta 300 gr. – di Maria Cutugno