Acqua e Colore – omaggio a Pedro Almodóvar

Due acquerelli a tinte forti per coniugare i colori e le forme care a Pedro Almodovar e alla sua poetica di memoria e appartenenza. Amo il cinema e in particolare quello spagnolo: forte, carnale, eppur sempre mediterraneo e sul filo di un profano mescolato sapientemente al sacro. Fin da ragazzina ho apprezzato e ammirato la capacità di Pedro Almodovar di tradurre in immagini a tinte forti le emozioni legate alla sua terra, la sua capacità di racconta l’universo femminile e quello maschile con una sensibilità velata dal colore delle sue pellicole ma diretta e spontanea, come un cuore che esplode dalla carne viva. Così, naturalmente sono cresciuta con lui e, oggi é la mia
fonte di ispirazione soprattutto nel mio lavoro teatrale. Pedro. Unico. Pedro. Colore e Acqua. Fuoco e Anima. Sacro e profano.

TRILUSSA – La maschera

Omaggio Lei.


Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: – E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! –
La Maschera rispose: – E tu che piagni
che ce guadagni? Gennte! Ce guadagni
che la genti dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… –
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegria de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!

Teatro del Noh – maschera – foto di Maria Cutugno

27 gennaio Giornata della Memoria

MI CONFONDE
“Mi confonde il colore rosso di un papavero
sembra sangue.
Mi confonde la linea bianca sul foglio
sembra un filo di fil spinato.
Mi confonde il giallo di un narciso
sembra corda.
La corda che lega le tue mani.
Mi confonde e ricordo.”

Poesia di Maria Cutugno
Voce di Antonella Marrone

Progetto realizzato per La Giornata della Memoria 2019 con i partecipanti al primo percorso di scrittura visiva a cura di Giovanna Bressan per Teatro Mailò

Amedeo Modigliani diceva: ” Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni” . Dopo 100 anni dalla sua scomparsa, vale ancora sognare? Per quali sogni ? È solo una questione di retorica? Oppure si tratta di ancestrale necessità? Si sogna sempre da soli? Oppure il sogno si progetta? E tu ? Sogni ? Forse. Punto.

Il pianto della falena

C’è una luce brilla,

c’è una luce scalda,

c’è una luce immobile,

illumina e attrae.

Eccola ne arriva una

è falena.

La falena leggiadra si libra,

la falena leggiadra si sente,

la falena leggiadra si fida.

La luce brilla,

la luce scalda,

la luce immobile illumina e attrae,

la falena piange.

poesia e acquerello di Maria Cutugno

Il riposo

Ci si vergogna del riposo, il lungo meditare crea quasi rimorsi di coscienza. Si pensa con l’orologio alla mano; si vive come uno che continuamente «potrebbe farsi sfuggire» qualche cosa. «Meglio fare una qualsiasi cosa che nulla» – anche questo principio è una regola per dare il colpo di grazia a ogni educazione e ogni gusto superiore. E come tutte le forme vanno visibilmente in rovina in questa fretta di chi lavora, così come il senso stesso della forma, l’orecchio e l’occhio per la melodia, vanno in rovina.

Friedrich Nietzsche, La gaia scienza.