Ho smesso di contare le volte ..

“Ho smesso di contare le volte in cui, arrivata alla seconda riga, ho cancellato e riscritto tutto nuovamente. Cercavo un inizio ad effetto, qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo, qualcosa di grandioso, ma agli occhi. Non ci sono riuscita. Poi ho capito, ricordando ciò che non avevo mai saputo: che per i grandi cuori che muoiono nel corpo ma che continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza.”
Frida Kahlo

Il potere dell’immaginazione… io adoro Lewis…

“Ho immaginato che nell’Essere Umano fossero possibili diversi stati fisici e vari gradi di conoscenza come segue :

a) lo stato normale, in cui egli non avverte la presenza degli Esseri Fatati;

b) lo stato “strano” in cui, oltre  a essere cosciente del mondo circostante, egli avverte anche la presenza degli Esseri Fatati;

c) una specie di trance in cui non è cosciente della realtà circostante e, in un sonno apparente, egli (cioè la sua essenza immateriale) migra verso altri scenari, nel mondo reale o in quello fatato, ben consapevole della presenza degli Esseri Fatati.”

Lewis Carroll

 

“Siddharta” di Hermann Hesse

Gennaio
Hermann Hesse
Siddharta
il fiume – foto di Maria Cutugno – 2015
Autore: Hermann Hesse
Anno di Pubblicazione: 1922
Genere: romanzo
Traduzione di Massimo Mila – Adelphi eBook
E’ Gennaio. Complice di questa ricerca di spiritualità io torno a te mio Siddharta. Come te,  io sono “der Suchende” ovvero “colui che cerca”.
Hermann Hesse ci propone: Siddharta l’adolescente che siamo stati, il ragazzo che abbiamo vissuto, l’uomo che ha vissuto e che vive sempre in continua ricerca di se stesso.
Per ritrovare il cammino. Oggi mi guidi:
“Hai appreso anche tu dal fiume: che il Tempo non esiste?”
Invito alla lettura di un classico:
“Siddharta”-Herman Hesse
Hermann Hesse (Calw, Württemberg, 1877 – Montagnola, presso Lugano, 1962). Fu Scrittore, Acquerellista e Poeta. Autore tra i più significativi della prima metà del Novecento, nelle sue opere esplorò i territori della ricerca spirituale individuale, spingendosi oltre ogni convenzione culturale e letteraria. La sua opera artistica è un continuo fluttuare tra sensualità e misticismo. Fu “Premio Nobel” per la letteratura nel 1946.
 “Siddhartha” è uno dei suoi romanzi storici, forse il più famoso pubblicato nel 1922. Scritto in un linguaggio particolare che unisce lirica ed epica, Hesse trova il modo nel suo narrare di lasciar spazio al lettore affinché possa perdersi in lungo viaggio sensuale e meditativo.
Protagonista della storia è il giovane Siddharta, “colui che cerca” la sua strada in modo sempre diverso.
Nel raccontare, è abile Hermann Hesse a non lasciar intravedere il suo punto di vista e a svolgere la storia di Siddharta in terza persona così che il lettore possa rivedersi nei panni del protagonista.
Anche se la storia è ambientata in un’India del VI secolo a.c., il lettore vede, nel leggere un paese retto da molteplici religioni, da molteplici usanze che rispecchiano realtà diverse. Ciò rende il romanzo attuale e coinvolgente, a tratti quasi fosse un “manuale” di filosofia e psicologia che si legge però come una favola romantica.
Dicono sia un libro da consigliare ai lettori “adolescenti” io dico che “Siddharta è un libro per tutti .
 Un libro per tutti coloro che sono in cerca.
Vi regalo solo alcune citazioni tratte dal libro ..che il pensiero sia Vostro.
“Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare sempre un po’ diverso quando lo si esprime, un po’ falsato, un po’ sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d’accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d’un uomo suoni sempre un po’ sciocco alle
orecchie degli altri.”
“E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.”
“ Quando qualcuno cerca “ rispose Siddharta “allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovare nulla, non possa assorbir nulla,in se, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo.  Cercare significa: avere uno scopo.  Ma trovare significa: essere libero, restare aperto, non aver scopo.”
“Una volta gli chiese: « Hai appreso anche tu quel segreto del fiume: che il tempo non esiste?
 Un chiaro sorriso si diffuse sul volto di Vasudeva.
« Sì Siddharta » rispose. « Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova dovunque in ogni istante, alle sorgenti e alla foce, alla cascata, al traghetto, alle rapide, nel mare, in montagna, dovunque in ogni istante, e che per lui non vi è che presente, neanche l’ombra del passato, neanche l’ombra dell’avvenire? “

U cunto nto’ sognu

C’era na’vota

na lingua di mari bagnata du suli.

U spicchio di terra ca sempri l’amava

nemmenu da timpesta si facia pigliari

e forti tinia na casa di petra.

‘Ntrunavanu vuci di picciriddi mani

intra a la casa d’petra fatta

e l’omu chi sti mani leggiu accarrizzava

spirava nsempri nto’ sognu mperfettu:

‘ssicutari in cielu a gaipa liggiera

e rubari a suli un pezzu di cori.

storie oblique.jpg
Pescatori – (matita su carta) di Maria Cutugno – 2012