Che Befana !

LA BEFANA (G.Rodari)
Voglio fare un regalo alla Befana

La Befana, cara vecchietta,

va all’antica, senza fretta.

Non prende mica l’aeroplano

per volare dal monte al piano,

si fida soltanto, la cara vecchina

della sua scopa di saggina

è così che poi succede

che la Befana… non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,

e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,

vorrei regalarle un micromotore,

perché arrivi dappertutto

col tempo bello o col tempo brutto…

Un po’ di progresso e di velocità

per dare a tutti la felicità!

☼ Gianni Rodari

Oh, poeta, la sera s’avvicina…

Oh, poeta, la sera s’avvicina;
i tuoi capelli diventano grigi.
Nel tuo meditare solitario
odi il messaggio dell’aldilà?

« E’ sera », rispose il poeta,
« e sto in ascolto perché dal villaggio
qualcuno potrebbe chiamarmi,
sebbene l’ora sia tarda.
Osservo se i giovani cuori vagabondi
s’incontrano, e due paia d’occhi supplicanti
chiedono che la mia musica
rompa il loro silenzio
e parli per loro.
Chi tesserà i loro canti appassionati,
se io siedo sulla riva della vita
contemplando la morte e l’aldilà? »

« Già tramonta la stella della sera.
Il fuoco d’una pira funeraria
muore lentamente
presso il fiume silenzioso.
Dal cortile d’una casa deserta
gli sciacalli urlano in coro
alla luce della luna sfinita.
Se un viandante, lasciando la casa,
viene qui a contemplare la notte
e ad ascoltare a testa china
il mormorio dell’oscurità,
chi gli sussurrerà i segreti della vita
se io, chiudendo le mie porte,
cercassi di liberarmi
dai legami mortali? »

« Poco importa se i miei capelli diventano grigi.
Sono sempre giovane e vecchio
Come il più giovane e il più vecchio
di questo villaggio.
Alcuni hanno negli occhi sorrisi
semplici e dolci,
alcuni un furbesco ammiccare.
Alcuni piangono alla luce del giorno,
altri piangono in segreto nel buio.
Hanno tutti bisogno di me,
e non ho tempo
di rimuginare sull’eternità.
Ho la stessa età di ciascuno,
e cosa importa
se i miei capelli diventano grigi? » Rabindranath Tagore

12 luglio 1904

Questa volta
lasciate

che sia felice,

non è successo

nulla a nessuno,

non sono da

nessuna parte,

succede solo che

sono felice

fino all’ultimo

profondo angolino

del cuore.
Camminando,

dormendo o

scrivendo,

che posso farci,

sono felice.

Sono più

sterminato

dell’erba

nelle praterie,

sento la pelle

come un albero

raggrinzito,

e l’acqua sotto,

gli uccelli in cima,

il mare come

un anello intorno

alla nia vita,

fatta di

pane e pietra

la terra

l’aria canta come

una chitarra.

Pablo Neruda.

 

Uva passa

Passa il tempo e che rimane ?

Tanto spreco e tanta fame
_____
Passa il tempo e cosa ho fatto ?

Solo un buco bello e astratto
_____
Passa il tempo e ciò che ho dato

s’è sprecato in un agguato
_____
Passa il tempo io l’ho sentito

quel tuo battito smarrito
_____
Passa il tempo e cosa sono ?

Passa come l’uva passa …

Filastrocca di primavera 

Giornata mondiale della poesia 2016 

Filastrocca di primavera

più lungo è il giorno,

più dolce la sera.

Domani forse tra l’erbetta

spunterà qualche violetta:

Oh prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova,

il tuo profumo gli dirà,

la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno,

magari persone di riguardo,

ma il loro calendario va in ritardo.

(Rodari)

Foto – viole tra i sassi del mio giardino – di Maria Cutugno