una favola … tra le tante …

La vita scorreva tranquilla a Galatilandia e dopo l’attacco di Saetta , Scartabella, Bisdetto e gli altri amici avevano ripreso le giornate di sempre passando da momenti di magico lavoro in cui non ci si concedeva un attimo di pausa a momenti spensierati correndo di valle in valle e giocando a nascondino nei campi di pannocchie di ribes e fabbriche di bulloni di cioccolata.

Un bel giorno Cruscotto notò qualcosa di molto strano. Dalla Grande Fonte che si trovava a nord di Galatilandia sgorgava insieme al latte magico uno strano succo viola, in mezzo al succo c’erano tanti petali di viole e la cosa non era di buon auspicio. Cruscotto si allarmò – “Come è possibile – disse disgustato – le nostre sacre violette così bistrattate! Amaretto non sarebbe felice di sapere che si possa sprecare tanta grazia! Chi può essere quel pazzo che si permette un tale peccato? Devo avvisare subito tutti gli altri, dobbiamo capire cosa sta succedendo!” Era comprensibile che Cruscotto fosse così allarmato, non era consentito a Galatilandia sporcare i magici ruscelli di latte, ne tantomeno strappare i petali dei fiori. Questo comportamento era considerato inaccettabile, violare la grazia dei fiori e la purezza delle fonti era considerato un reato capitale. Appena arrivato alla Casa di Panna in mezzo al Bosco dei Sette Sapori Incantati, Cruscotto si precipitò dai suoi amici ed insieme decisero di mettersi alla caccia di quel malfattore “Non possiamo credere alle nostre orecchie – affermò con autorità Bisdetto – dobbiamo capire chi è il colpevole e soprattutto perché fa tutto questo!” – Stavolta però- non allarmiamo le fatine – disse Amaretto – chiederemo loro in prestito i magici amuleti e solo se da soli non ce la faremo a mettere tutto a posto le chiameremo per venire in nostro aiuto!”

Si misero così, in viaggio portando con loro i preziosi talismani. Non appena furono arrivati alla foce della fonte, interrogarono il magico ago di Fiorella che per tutta risposta prontamente ricamò sulla seta magica del fazzoletto di Scartabella un responso alquanto inquietante:

“Qui lo dico e qui lo nego

Rivioletto per dispetto

spara addosso al bel vialetto

dove piccole e profumate

crescono le nostre viole incantate.

Tutta colpa di quell’ira

che oramai l’ha accecato dopo averlo provocato”.

Tutto vero. L’ago incantato aveva indovinato, Rivioletto era fuori di se, credeva che a Galatilandia tutti lo prendessero in giro per via del caratteristico tono di viola che colorava il suo viso. Per questo motivo preso dall’ira, sparava sulle violette del giardino incantato, disperdendo nell’aria i petali dei fiori , sottraendo il profumo alle viole e riempiendo la fonte magica del latte di Galatilandia di un

colore viola e puzzolente – “Visto che questi sciocchi non apprezzano il mio viola! Farò in modo che arrivino ad odiare il loro mondo! Tutto diventerà viola come me! Si pentiranno di avermi disprezzato.” Rivioletto urlava irato, distruggendo tutto ciò che incontrava sul suo cammino, non badava alle conseguenze del suo gesto e distruggendo quanto gli stava intorno stava distruggendo anche se stesso. Pian piano mentre tutto diventava viola, Rivioletto perdeva tutto il suo bellissimo colore e si sbiadiva, cancellando se stesso lentamente e irrimediabilmente. Amaretto dopo aver interrogato il magico ago di Scartabella era deciso a dare una bella lezione a Rivioletto, giunto con i suoi amici al Giardino della Grande Fonte, però tutti si resero conto che Rivioletto oramai era stremato dalla sua stessa ira e pian piano stava diventando inoffensivo. Bisognava riuscire a capire come fare a calmare la sua ira. Cruscotto ebbe l’idea : “Chiediamo aiuto a Scartabella. Lei può riuscire calmare l’ira di Rivioletto ! Ne sono sicuro” disse pieno di speranza. Nell’aspettare le loro amiche rimasero a guardia del Giardino Incantato, rimettendo delicatamente tutto a posto, curando con estrema perizia le aiuole che Rivioletto distruggeva. Era ormai notte Scartabella, Fiorella e Fiabella avevano volato tutto il giorno ed erano arrivate alla sorgente di Galatilandia, si accorsero subito del problema perché Bisdetto e gli altri oramai stremati si erano addormentati dietro un cespuglio di rose e spine, mentre Rivioletto si sbiadiva sempre più e malgrado ciò continuava a distruggere le aiuole non accorgendosi del male che si faceva.

Le nostre fatine si mossero a compassione. Scartabella decise che avrebbe salvato Rivioletto dall’ira, riportando equilibrio e pace a Galatilandia. “Ecco il mio piano è semplice – disse amorevole e birichina come sempre – Rivioletto tornerà ad amare il viola senza pensare che il colore del suo viso sia la causa della sua infelicità e della sua rabbia” – quindi aggiunse – “tu Fiorella con il tuo prezioso ago magico ricaverai dal mio fazzoletto otto delicatissime violette ciascuna di loro sprigionerà una magica emozione, le raccoglieremo dentro il cestino di Fiabella e ne faremo dono a Rivioletto non saprà resistere e si avvicinerà per annusarle in quel momento lanceremo il magico incantesimo dell’emozione d’amore!” “Certo questa è un ‘idea fantastica” – rispose Fiabella – non potrà resistere. Sono sicura che in fondo al suo cuore c’ è ancora qualcosa di buono!

Si miserò subito all’opera e quando il cestino fu pronto lo deposero ai piedi di Rivioletto. Come previsto, la curiosità mista alla rabbia ebbe il sopravvento, stavolta però le emozioni di Scartabella furono più forti di quelle scatenate in Rivioletto e magicamente.. l’ira lascio il posto ad un silenzio ed una calma magica che permisero all’invasato distruttore di ritrovare l’amore oramai dimenticato per ciò che gli apparteneva di più: il viola del suo viso. Tutto tornò al suo posto e come avrebbero detto gli umani: rimedi a molti mali s’è trovato perché calma e pazienza s’è recuperato.

Favola di Maria Cutugno – tratta dal progetto editoriale Ed. Smasher  “Galatilandia” – 2012

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