Il ladro di stelle, la scopa e il sacco.

Questo è il racconto che lo scorso Natale ho scritto per l’iniziativa
“Un sorriso per Natale”

Edizioni Smasher.

Il ladro di stelle, la scopa e il sacco.©

Ciao Ragazzi,
mi presento! Io mi chiamo Antonio e ciò che sto per raccontare ha veramente dell’ incredibile… però è successo… dovete credermi!
Oltre tutto, guardando in alto, in questo momento in cui le stelle sembrano brillare luminose e splendide, nulla farebbe pensare che ci è voluto un miracolo per rimetterle a posto !
Un miracolo?
Si, un miracolo.. e se avete tempo e voglia, vi racconterò il “miracolo miracoloso” di cui sono stato testimone la scorsa notte:
la notte della vigilia di questo Natale.
Era buio e freddo, le luci del supermercato che vedo da casa mia, si erano spente.
Me ne stavo li, accucciato sul davanzale della mia finestra, con il mio libro storia in mano.
Il sonno sembrava voler prendere il sopravvento, ma io stavo contando le stelle e mi ero ripromesso che avrei contato almeno tutte quelle che riuscivo a vedere da quella posizione.
“Una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette…”
Non è un’impresa semplice, direte e di questo sono convinto anch’io, però se mi metto in testa qualcosa sono sicuro di vincere e quindi non mi sarei arreso facilmente.
All’improvviso mentre contavo, un lampo squarciò il cielo e dalle buie nubi vidi venire verso di me un strano personaggio.
Sembrava quasi un folletto, ma non era vestito di verde e non aveva le orecchie a punta, piuttosto era grasso, lucido, tondo come una palla da bowling e non si vedevano le gambette tanto tondeggiante era il suo corpo.
Si muoveva nello squarcio di cielo, come se fosse impazzito e correva qua e la.
Ogni tanto si fermava indispettito, come se fosse seguito da qualcuno e si guardava le spalle, girando vorticosamente come un gatto che si morde la coda.
La cosa non mi piaceva.
Così ci faceva uno strano personaggio come quello in mezzo alle mie stelle ?
Mi strofinai gli occhi per osservare meglio e improvvisamente mi ritrovai in piedi sul davanzale della finestra.
Se m’ avesse visto mia madre, avrebbe detto che era molto pericoloso stare li, in bilico e in un equilibrio così precario da sembrare un sonnambulo sul filo di seta, però io volevo sapere!
Tesi la mia mano verso il cielo e “plaf” tutto d’un tratto ero li accanto a quella palla da bowling!
“Chi sei ? – dissi – cosa ci fai in mezzo al mio cielo ? – e cosa vuoi?”
La palla di bowling si fermò, mi guardò e cambiando di colore rispose: “ io sono Sguisciotto e tu non hai nessun diritto di stare qui accanto a me … io posso fare di queste stelle ciò che voglio e stasera anche se siamo alla vigilia di Natale me le porterò via !”
La cosa mi spaventò e non ebbi il coraggio di ribattere, improvvisamente così come era successo “plaf” mi ritrovai impaurito sul mio letto.
Andai nuovamente alla finestra e guardai bene li in mezzo al cielo.
I miei occhi si fecero più attenti: ”Sette, sei, cinque…” ma sta portando via le stelle!” – pensai – “Cosa posso fare ? A chi posso chiedere aiuto? “
Sembrava un incubo dal quale non riuscivo a svegliarmi!
Sguisciotto sbucava dalle nuvole del cielo squarciando come un lampo la morbida e candida coltre che avvolgeva la luna, poi rubava le stelle, fagocitandole di fretta e diventando così lui stesso più luminoso e viscido! Che orrore!
Non potevo far nulla se non che osservare spaventato e inerme.
Mi stavo mangiando le unghie, alla ricerca di una soluzione!
Se mi avesse visto mia madre ancora una volta … non osavo pensare che predica mi avrebbe fatto.
Intanto, le stelle sparivano inesorabilmente e il cielo si faceva sempre più buio.
Pensa, pensa e ripensa, all’improvviso una scopa e un sacco si materializzarono.
Coloratissimi, inseguivano la palla da bowling e non appena Sguiscotto rubava una stella, dal sacco ne sbucava un’ altra e la scopa la rimetteva al suo posto.
Non era possibile.
Riconoscevo sia il sacco sia la scopa! Io ci credevo fino a qualche anno fa! Erano il sacco e la scopa di Babbo Natale e della Befana! Non potevo sbagliarmi e ora .. le mie supposizioni erano diventate realtà:
scopa e sacco stavano dando filo da torcere a Sguisciotto.
Ero felice.
Con il naso incollato al vetro della finestra mi aspettavo solo una cosa.
E la cosa successe !
Dalle nuvole, insieme, Babbo Natale e la Befana sistemarono tutto il cielo che tornò a splendere come se fosse puntellato di mille luci a lead.
E Sguisciotto? Che fine fece ?
Bè…la scopa della Befana lo spinse dentro il sacco di Babbo Natale che se lo portò via, come uno splendido giocattolo da regalare ….E non vorrei che ve lo ritrovaste sotto l’Albero il prossimo Natale.
Se così fosse provate a guardare nella sua pancia magari c’è rimasta qualche stella.
Mari Cutugno

— con Edizioni Smasher

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